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Intelligente, colta, curiosa del mondo e ambiziosa, Fida Stinchi รจ una figura culturalmente vivace nel panorama di inizio Novecento in Calabria. Pedagogista e educatrice di rilievo, cresce in unโattiva intellettualitร cittadina dominata, tra i tanti, dalle figure di Nicola Misasi , tardivo continuatore di un torbido e sensuale romanticismo in pieno clima verista ma fortunato e prolifico scrittore, e di Pasquale Rossi, sociologo e medico che si collocรฒ tra gli studiosi europei dei fenomeni collettivi e delle folle.
Figlia di una tipica espressione della Intellighenzia cosentina, fu rappresentante e convinta sostenitrice dellโimpegno intellettuale delle donne, della loro emancipazione e dellโopportunitร di averle come classe lavoratrice attiva. Non mancรฒ mai di manifestare apertamente le proprie idee. Idee che esprimevano anche il suo credo. Nei suoi scritti privati, Fida riportรฒ che la fede va vissuta dallโinterno e testimoniata con lโesempio, costantemente.

(Cosenza, 14 luglio 1879 โ Bari, 15 febbraio 1939)
Nellโinsegnamento, Fida fu educata alla corrente del tedesco Friedrich Frรถbel, che valorizzava la spontaneitร infantile, il gioco e il simbolismo del materiale utilizzato. Conseguรฌ con voti lodevoli il titolo di maestra dโinfanzia nel 1899 e, conscia del suo peso sociale, iniziรฒ la sua carriera di insegnante al Giardino dโInfanzia Regina Margherita, annesso alla Scuola Normale.
Il Giardino dโInfanzia faceva derivare il suo nome dal parallelismo tra il germogliare spontaneo dei doni e lโeducazione del bambino. Fu questa spontaneitร che suscitรฒ, perรฒ, preoccupazioni nel mondo cattolico. Ancora una volta, intimorite dalla possibile perdita del potere, le gerarchie ecclesiastiche andarono alla ricerca dellโappoggio della borghesia liberale agitando lo spauracchio del socialismo. Le critiche mosse al metodo di Frรถbel si articolavano sulla decisione di accogliere tutti i bambini e non solo gli orfani, sullo scarso spazio dedicato alla religione, sulla paura di un intervento laico che potesse soppiantare lโazione dei cattolici e sul timore della sovversione sociale.

La Signorina, come veniva chiamata Fida Stinchi, abbracciava la corrente di Frรถbel e visse di passione il suo essere educatrice, divenne attiva e giovane rappresentante della sezione cosentina della Lega Magistrale Nazionale e la sua presenza al Secondo Congresso Magistrale Calabrese dellโottobre 1908 le diede lโattenzione che meritava. In quellโoccasione, le venne affidato di redigere il tema La donna in Calabria in rapporto allโeducazione.

Collezione privata di Gaetano Barreca
Nella sua esposizione Fida risultรฒ schietta, voce piana ma vibrante, riconobbe che la donna in Calabria era ยซancora lontana dal conquistare quella autonomia che oggi sโimpone, quella capacitร di agire con coscienza propria, troppo lontana dal conquistare una personalitร ยป e che era ancora ยซlontana da lโeducazione, anche scolastica, perchรฉ lโistruzione si riteneva fonte di immoralitร per la donnaยป, ma era fermamente convinta che il contributo femminile allโedificazione della nuova societร fosse possibile, a patto che anche alla donna fosse assicurato il lavoro, che ยซรจ sorgente di benessere, di elevazione intellettuale e morale e di progressoยป, ma anche allโalfabetismo, che da solo ยซnon basta a preparare seriamente alla vita ยป.
In Calabria, al pari di altre aree arretrate del Paese, sostenne ancora, cโera bisogno di istituire scuole elementari femminili, scuole serali e festive per donne adulte nei comuni rurali e scuole professionali femminili capaci di rendere la donna intellettualmente abile. E poi, ancora, Giardini dโinfanzia, Circoli festivi, Case di assistenza scolastica, Ricreatori festivi, Biblioteche popolari circolanti, Circoli femminili di cultura e un Comitato permanente di studio fra le donne intellettuali di ogni classe sociale.
ยซNei nostri comuni rurali รจ lโassenza completa di vita civile, di ogni luce di progresso. I contadini ignoranti (โฆ) lavorano e taccionoโฆ o chiedono alle terre lontane quel pane che la patria neghittosa non ha saputo dar loroยป.
I punti sviluppati in quel discorso diventarono i capisaldi su cui Fida definรฌ il suo pensiero. La grande attenzione che dedicรฒ ai temi dellโeducazione e della scuola del Mezzogiorno, il miglioramento delle condizioni delle plebi meridionali attraverso la diffusione della cultura e la guida illuminata delle classi dirigenti, offrirono lo spunto per alcune riflessioni che propose allโattenzione dei lettori della rivista Cronaca di Calabria, con la quale iniziรฒ una costante collaborazione.

scatto di Demetrio Grandinetti
Tramite le colonne della rivista, Fida tuonรฒ le sue critiche e le sue proposte. Con penna attenta non puntรฒ mai il dito contro una determinata forma di potere, ma restรฒ sempre sul generico, facendo presa sul fattore umanitario e mai su quello politico per accompagnare il lettore verso la consapevolezza di quel che stava accadendo senza indirizzarlo mai verso lโindignazione, il sensazionalismo che spegne le menti. Fida era un genio. Aveva belle idee. Era seguita e stimata dai suoi lettori.

La responsabilitร dellโarretratezza del Sud non era del popolo, affermava, ma di chi lโaveva tenuto (e lo teneva ancora) in condizioni disumane e di sottosviluppo. Non era il popolo che mancava di intelligenza e di forza, era lโinerzia dellโindifferentismo che agghiacciava coloro che ne avevano in mano le sorti (โฆ), che lo facevano restare ignorante, povero, debole, deriso. Perchรฉ di veramente utile per il popolo, e proprio per il popolo, nulla o quasi si faceva in Calabria e lo dicevano le molte opere morte allโinizio o intristite nel migliore sviluppo per piccoli e futili interessi personali o di partito. Invitava dunque il popolo a dare la responsabilitร dellโinferioritร economica e civile della regione a chi voleva, ma lo invitava a non dire che il popolo fosse incapace di assurgere a nuovi destini. ยซLancereste la maggior ingiuria a chi non puรฒ rispondere da sรฉ, ma che vi grida per bocca dei figlioli irrequieti e reclamanti: aiutatemi, educatemi, vedrete che valgo. Lโavvenire รจ nostroยป.
Lโavvenire รจ nostro, in ยซCronaca di Calabriaยป, n. 104 del 7 dicembre 1911.
E in altro luogo, sentenziรฒ: ยซFinchรฉ si resta divisi e discordi, finchรฉ tutte le forze, tutte le volontร , tutte le aspirazioni individuali non diventeranno una sola forza, una sola volontร , unโaspirazione sola e non spariranno i personali interessi dinanzi ad un interesse comune, la Calabria sarร sempre derisa e compianta, e il popolo languirร o si desterร da sรฉ ignobilmente, furiosamenteยป.
Melanconie dโautunno, in ยซCronaca di Calabriaยป, n. 87 del 21 ottobre 1909, p. 2.
L’incontro con Renato Moro
Nato a Ugento (Lecce) nel 1876 da padre galatinese, Renato Ermele Riario Moro studiรฒ nella Scuola Normale maschile di Bari, dove conseguรฌ la patente magistrale del grado superiore. Di idee vagamente socialiste, insegnรฒ nelle scuole elementari di Tiggiano e di Galatina fino al 1909.

(Ugento, 15 ottobre 1876 โ Roma, 11 maggio 1957)
In quellโanno, a seguito di pubblico concorso, Renato Moro fu nominato Ispettore scolastico per le scuole elementari e assegnato nel circondario di Castrovillari, e dal leccese si spostรฒ in Calabria. Proprio in quellโanno, in occasione di uno dei tanti convegni sui temi della scuola e la questione degli insegnanti incontrรฒ Fida Stinchi.
Curiosa, dinamica e di idee vagamente socialiste, dunque, la Signorina esercitรฒ un grande fascino intellettuale sul giovane. Fida era indiscutibilmente una donna energica e intellettualmente preparata. Renato un bravo giovane Ispettore, uomo modesto, ritenuto dai colleghi giusto, affettuoso, mite nellโanimo e gentile nella forma e dal fortissimo senso del dovere e del servizio. I due si attrassero, si completavano. Fida e Renato formarono subito una coppia moderna dai comuni interessi culturali e con una profonda umanitร . Basta la lettura di due stralci dei tanti articoli che Fida Stinchi pubblicรฒ in Cronaca di Calabria per capire lo spessore intellettuale e morale di questa donna. Temi che appaiono attuali:
- La responsabilitร dellโarretratezza del Sud non รจ del popolo, afferma la Stinchi, ma di chi lโha tenuto (e lo tiene) in condizioni disumane e di sottosviluppo. Non รจ il popolo ยซche manca di intelligenza e di forza, รจ lโinerzia dellโindifferentismo che agghiaccia coloro che ne hanno in mano le sorti (โฆ), che lo fanno restare ignorante, povero, debole, deriso. Perchรฉ di veramente utile per il popolo, e proprio per il popolo, nulla o quasi si fa da noi e lo dicono le molte opere morte allโinizio o intristite nel migliore sviluppo per piccoli e futili interessi personali o di partito. Date dunque a chi volete la responsabilitร dellโinferioritร economica e civile della nostra regione, ma non dite che il popolo sia incapace di assurgere a nuovi destiniยป
Lโavvenire รจ nostro, in ยซCronaca di Calabriaยป, n. 104 del 7 dicembre 1911.
- ยซร mostruoso che la civiltร stessa, nella sua corsa gloriosa, calpesti fanciulle che la miseria ha spinte ignare involontariamente al maleโฆ, calpesti uomini forzati allโinerzia e allโignoranza per mancanza di direttivaโฆ, calpesti vecchi impotenti al lavoro. ร orribile, รจ mostruoso che si possa dormire tranquilli, divertirsi, godere senza un pensiero serio per chi soffre, senza muovere un dito per evitarloยป
Noi โฆ e gli altri, in ยซCronaca di Calabriaยป, n. 104 del 24 dicembre 1908, p. 2
- ยซFinchรฉ si resta divisi e discordi, finchรฉ tutte le forze, tutte le volontร , tutte le aspirazioni individuali non diventeranno una sola forza, una sola volontร , unโaspirazione sola e non spariranno i personali interessi dinanzi ad un interesse comune, la Calabria sarร sempre derisa e compianta, e il popolo languirร o si desterร da sรฉ ignobilmente, furiosamenteยป.
Melanconie dโautunno, in ยซCronaca di Calabriaยป, n. 87 del 21 ottobre 1909, p. 2.
Non mancarono insomma articoli e lotte ideologiche. Pronta a trasferirsi per seguire il compagno, Cosenza non la mollรฒ. A voti unanimi, nel 1911, Fida ottenne il prestigioso riconoscimento di socia corrispondente dellโAccademia Cosentina, una delle primissime accademie fondate in Europa, la seconda del Regno di Napoli. Nelle motivazioni riportate in prima pagina da Cronaca di Calabria si esalta lโintensa operositร educativa e culturale della Stinchi nel proseguire lโideale di elevazione morale e intellettuale della donna.
Il 18 gennaio del 1914, Fida Stinchi e Renato Moro richiesero la pubblicazione di matrimonio presso il comune di Altamura, dove Renato risiedeva, e il 17 febbraio celebrarono le loro nozze a Cosenza. In quello stesso anno, Fida trasferรฌ il domicilio in via Lama, a Maglie, dove nellโanno scolastico 1914-โ15 insegnรฒ lavori donneschi nella locale Scuola Normale Promiscua.

Fu nella prima grande guerra che Fida trovรฒ finalmente lโunitร nazionale fino a quel momento negata. Al fronte, riteneva, erano tutti italiani.
ยซIeri quando il Paese attendeva tranquillo alla sua vita di lavoro, la scissione tra lโItalia del nord e quella del sud era manifesta, sentita, esplicita Gli italiani del nord sorridevano compatenti del mezzogiorno dโItalia e specialmente della Calabria, che per essi era terra barbara, incivile, terraโฆ da colonizzare. Oggi forse la morte, affratellando e stringendo in una largo amplesso i giovani di tutte le regioni, pare che abbia formato il vero italiano. Oggi, dinanzi al valore, al coraggio, al glorioso martirio di tanta bella gioventรน calabrese immolatasi con slancio eroico, dimentica di tutti gli affetti piรน cari sullโara della patria, lโItalia, ieri matrigna indifferente e diffidente verso la nostra regione, sembra scuotersi: par che senta profondo il rimorso per lโabbandono, la noncuranza in cui la lasciรฒ per sรฌ lungo tempo e ora esorti il proprio governo ad avvicinarsela, a conoscerla, penetrarlaยป.
Con la nascita di Alberto prima e Aldo poi, decise di abbandonare lโinsegnamento e di dedicarsi alla cura dei figli senza mai, perรฒ, sospendere il suo interesse per la cultura. Divenne invece ambiziosa per i suoi cinque figli e diventรฒ, indiscutibilmente, la personalitร dominante della giovinezza di Aldo Moro.

Dopo una vita spesa per il diritto allโeducazione e allโemancipazione delle donne, Fida Stinchi si spense il 15 febbraio 1939, allโetร di 59 anni. Purtroppo non vide mai realizzato, credo io, il suo piรน grande desiderio: la guerra finita, il Fascismo caduto.
Il 1ยฐ febbraio 1945, nel penultimo anno del Regno dโItalia, venne pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il decreto legislativo numero 23 che estendeva alle donne il diritto di voto. Il decreto n. 23/1945 fu varato dal secondo governo Bonomi, di cui facevano parte Democrazia Cristiana, il Partito Comunista Italiano, Democrazia del lavoro e il Partito Liberale. Lโarticolo 3 del decreto poneva dei limiti al suffragio femminile: ne restavano escluse le prostitute schedate ยซche esercita(va)no il meretricio fuori dei locali autorizzatiยป. (Tale norma sarebbe stata abrogata nel 1947).
Nel 1946, Aldo Moro, divenne vicepresidente di Democrazia Cristiana e fu eletto allโAssemblea Costituente, dove entrรฒ a far parte della commissione che si occupรฒ di redigere la Carta costituzionale, insieme a 21 donne. Casualitร o no, il 24 marzo dello stesso anno nel comune di San Sosti, in provincia di Cosenza, venne eletta la prima donna sindaco in Italia: Caterina Tufarelli Palumbo, di soli 24 anni. Le notizie belle non arrivano mai da sole e in quello stesso anno, il 17 dicembre 1946, nacque la primogenita del futuro Presidente del Consiglio, Maria Fida Moro.

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Bibliografia:
- F. Stinchi, La donna in Calabria nei suoi rapporti con lโeducazione, in Lega Magistrale di Cosenza, Secondo Congresso magistrale calabrese, 1908.
- Renato Moro,ย La formazione giovanile di Aldo Moro, in Storia Contemporanea, XIV/6, 803-968, 1983.
- Nicola Trebisacce, Fida Stinchi, maestra giardiniera e donna intellettuale, in Rivista di Storia dellโeducazione, 2, 2015, pp. 185-194.ย
- Giovanni Acquaviva, Aldo Moro, un italiano diverso, Edizioni Magna Grecia, 1968
- Antonio Rossano, Lโaltro Moro, edizioni Sugarco, 1985
- Agnese Moro, Un Uomo Cosรฌ, ricordando mio padre, Bur saggi Rizzoli, 2018
- Giovanni Domanico, I Trovatelli, Cultura Socialista, Milano 1880
- Conte Monaldo Leopardi,ย Le Illusioni della Pubblica Caritร , 1837
- I diritti della scuola, Tip. G. Martinelli, 1908, p.86
- Fida Stinchi, La scuola popolare, Napoli, Pansini, 1907, pp. 20.
- Fida Stinchi, Noi โฆ e gli altri, in ยซCronaca di Calabriaยป, n. 104 del 24 dicembre 1908, p. 2;
- Fida Stinchi, Melanconie dโautunno, in ยซCronaca di Calabriaยป, n. 87 del 21 ottobre 1909, p. 2;
- Fida Stinchi, Una benefica istituzione, in ยซCronaca di Calabriaยป, n. 47 del 12 giugno 1910, p. 3.
- La conferenza di Fida Stinchi, in ยซCronaca di Calabriaยป, n. 5 del 18 gennaio 1911, pp. 1-2.
- Fida Stinchi, Lโavvenire รจ nostro, in ยซCronaca di Calabriaยป, n. 104 del 7 dicembre 1911.
- L’on. Daneo e la Scuola in Calabria, in ยซCronaca di Calabriaยป, 26 marzo 1914.
- Duilio Presutti, Renato Moro: maestro d’oltretomba, Tip. Rinascimento, Roma 1964.
- D. Bertoni Jovine, La scuola italiana dal 1870 ai giorni nostri, Roma, 1967, p. 168.
- Luigi Rodotร , Visioni e voci della vecchia Cosenza, Pellegrini Editore, Cosenza, 1969, p.68-69.
Si ringraziano:
- Il Professor Renato Moro per la gentilezza riservata.
- Il Professor Giuseppe Trebisacce per aver condiviso materiale ormai fuori stampa.
- Don Saverio Paternoster di Altamura per lโaiuto offerto a trovare la richiesta delle pubblicazioni matrimoniali di Renato Moro e Fida Stinchi
- La Biblioteca Malatestiana – Comune di Cesena
- La Biblioteca Melchiorre Dรจlfico – Comune di Teramo
- La Biblioteca civica Girolamo Tartarotti – Comune di Rovereto
- La Biblioteca dell’Accademia Nazionale di Scienze Lettere e Arti di Modena
- I gruppi Facebook: il senso del tempo, il valore di un posto Cosenza e Cosenza di una volta
Note:
- Cronaca di Calabria (1895-1977) fu fondata nel 1895 a Cosenza da Luigi Caputo. Fu un settimanale, poi bisettimanale dall’Anno 8, n. 1(1 gen. 1902) attivo sino al 1977. In Corso Telesio รจ tutt’ora presente l’ultima sede del giornale con la bellissima insegna originale in legno. Qui la storia del giornale.
- I soci corrispondenti dell’Accademia Cosentina possono partecipare alle varie attivitร d’iniziativa culturale e tenere conferenze in seno alla storica istituzione. Tale titolo, si differenzia dai soci ordinari perchรฉ, questi, sono eletti in numero limitato mentre non vi sono limiti alla nomina di soci corrispondenti. I soci corrispondenti non possono, ad esempio, votare un nuovo Presidente dell’Accademia.

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Bellissima storia , non sapevo che la mammaa di Aldo Moro fosse un’insegnante di scuola dell’infanzia
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Ho letto volentieri questa storia grande famiglia di persone perbene Aldo Moro rimarrร sempre nei nostri cuori โค๏ธ
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Interessante. La memoria รจ come il fuoco che arde. Se si spegne si spegne anche la vita. Da qui l’importanza di rispettarla, coltivarla, tramandarla.
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Interessante. La memoria รจ come il fuoco che arde. Se si spegne si spegne anche la vita. Da qui l’importanza di rispettarla, coltivarla, tramandarla.
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Non ho parole, grazie per avermi fatto conoscere la storia della famiglia del pregiatissimo Uomo : Aldo Moro.
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Scritto da cui ho tratto preziose informazioni su una personalitร femminile di grande spessore per l’educazione dell’infanzia e su un interessante spaccato della Calabria a fine XIX secolo. Un grande grazie all’autore!
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Grande donna e grande mammaPapa Gregorio XVI nel 1837 emanรฒ addirittura un editto contro gli asili. Qualcuno ha materiale a riguardo?
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Ecco perchรฉ la figlia di.moro si chiama Maria Fida…
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Storia molto attraente da un punto di vista culturale e anche personale….grazie mille!
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Grande donna e grande mamma!
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Persone di questo spessore non ci sono piรน.
Incantevole la loro storia
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Bellissima storia di vita vissuta
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Grande figura di donna e quindi di mamma di un altrettanto grande Statista
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Che bella lettura e che bei personaggi… Grazie
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Non sapevo che Aldo Moro avesse avuto genitori cosรฌ impegnati nel sociale e dalla mentalitร cosรฌ aperta.
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Sto scoprendo un mondo di donne sconosciuto fin d’ora. Mi piace, mi consola, mi sento orgogliosa di essere donna. Ho scoperto da qualche anno a questa parte donne straordinarie in tutte le epoche. Peccato siano state tenute.nascoste e taciute. Finalmente ora affiorano e mostrano pari intelligenza, capacita’ forza, del mondo maschile da sempre in prima pagina.
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Interessante ,sono orgogliosa che una figlia di Calabria abbia contribuito alla presa di coscienza delle cause che hanno reso succube di un potere orbo il popolo calabrese Donna rivoluzionaria per le idee e per l’impegno sociale ,madre di uno dei piรน grandi statisti che abbia avuto l’Italia. ร riconfermato il grande valore intellettuale della gente del Sud
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La grande statura morale e civile di Aldo Moro ha qui le sue profonde radici.
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Donna colta intelligente e intraprendente per quei tempi!!!
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Leggendo la storia di Fida si comprendono meglio le radici, le scelte, la vita di Aldo Moro.
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Anche la madre di Amintore Fanfani era di CS o meglio della provincia : era nativa
di Paludi ed aveva studiato da noi in Calabria fino alle Superiori , poi come vincitrice di concotso Nazionale nelle Regie Poste le era toccato di andare in Toscana e qui si sposรฒ a San sepolcro di Arezzo , si chiamava Concetta Leo , che strana รจ la vita .
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Avendo vissuto la tragedia della morte di Aldo Moro ,mi sono commossa leggendo la storia della sua mamma. Grazie per a ergeva fatta conoscere.
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Sono felice che una donna nata tanti anni fa abbia avuto questa lucida apertura mentale e intellettuale. Aspetto altre notizie e grazie
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Grazie,,,una biografia di donna calabrese,,,da non perdere
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Complimenti molto interessante
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