Di Ruderi e Scrittura

Preghiera al Santo delle cose perdute

Sant’Antonio non è solo il santo dei miracoli, ma anche delle cose perdute. Il santo è infatti anche il patrono invocato per ritrovare le cose che più ci sono a cuore e che non troviamo più. Compresa la fede.

Per ritrovare le cose perdute – scrive la signora Armida in risposta a una nostra lettrice – pare tu ti debba rivolgere a Sant’Antonio. È una breve invocazione quella che conosco io:

“Sant’Antonio dalla barba bianca famme trova’ quel che me manca”

Mia madre è marchigiana e racconta sempre che nostro nonno, suo padre, era devoto di Sant’Antonio abate, il protettore degli animali ma l’invocazione non me l’ha trasmessa lei, anche se non ricordo chi.”

La preghiera si usa anche quando si pensa di aver perso la Fede o se stessi, perché il santo in vita ebbe un ruolo importante nella conversione dei Catari. In questo caso nella versione ufficiale della Chiesa Cattolica, la preghiera è:

“Glorioso Sant’Antonio, tu hai esercitato il divino potere di trovare ciò che era stato perduto.
Aiutami a ritrovare la Grazia di Dio, e rendimi zelante nel servizio di Dio e nel vivere le virtù.
Fammi trovare ciò che ho perso, così da mostrarmi la presenza della tua bontà”.

PS: nell’articolo è citato Sant’Antonio Abate in qualità di protettore degli animali, tanto caro al nonno della signora Armida, ma il Santo delle cose perdute è Sant’Antonio di Padova

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11 risposte »

  1. Da noi, non so se in tutto il Veneto o se sia una tradizione del solo trevigiano, per ritrovare le cose occorre recitare il “Si quaeris miracula…”, un responsorio in onore di S. Antonio da Padova (evidentemente i vari Santi Antonio hanno poteri comuni). La recitazione del “Sequeris” (come viene chiamato tale responsorio) va fatta in latino (ovviamente latinorum, in quanto vissuta come una formula magica il cui significato è, in sé, totalmente privo di importanza).
    Ricordo ancora con emozione il piacere di mia mamma che, nel gruppo delle amiche, lamentava il fatto che nessuna ricordasse “Il sequeris”, dunque credendolo perduto per sempre.
    Google consentendo, gliene ho portato una copia: ha fatto girare fotocopie a iosa, felice del successo.

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  2. mio marito dopo un sabato di lavoro nell orto si accorse di aver perso la fede nuziale..
    Abbiamo cercato dappertutto ma l orto era grande, in bagno, doccia., cucina, nel letto..
    Ho iniziato a recitare i sequeri..
    Il mattino seguente che era domenica ho continuato a pensare e pregare…
    Ad un certo punto dovevamo uscire a pranzo perché invitati.
    Mi venne un flash e chiedi a mio marito se per caso avesse lavorato anche con i guanti..
    Si rispose li ho tolti e sono nel ripostiglio..
    Sono andata li ho presi e dopo averlo scossi è uscita la fede…

    Piace a 1 persona

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