Arte e Musei

La Vergine senza seno

Che sia stata una sovrapposizione di immagini o un restauro riuscito male, lโ€™effige della Madonna dallโ€™occhio nero nel Santuario Madonna della Grazia di Galatone, suscita tuttโ€™oggi stupore e turbamento. 

La tradizione racconta che braccato dai suoi creditori e ubriaco, nel 1586, Antonio Ciuccoli trovรฒ rifugio nella piccola cappella del leccese. Stanco della candela votiva che non voleva spegnersi a nascondere la vergogna dellโ€™uomo, questo lanciรฒ un sasso appuntito contro la Vergine che colpendola al volto provocรฒ lโ€™apparente ematoma.

Vedendola di persona, ebbi a che capire che la Madonna dall’occhio nero, nota come effige contro la violenza sulle donne, riprenda l’antica iconografia della Madonna che allatta il bambino (Virgo Lactans).

Cosรฌ, attratti dal voler verificare il miracolo dellโ€™ematoma del volto violato della Vergine, pochi visitatori lo notano, eppure non รจ difficile constatare che il seno destro di Maria, portato con le due manine alla bocca da Gesรน, risulta barbaramente cancellato.

PARTICOLARI

A un primo sguardo si potrebbe essere in disappunto su questa affermazione. Si potrebbe ribattere che il seno della Vergine sia troppo alto per il bambino, e inoltre che il volto di Gesรน sia rivolto verso il fedele, tanto da non richiamare al nutrimento dellโ€™infante. รˆ vero!

Ma se si compara con lโ€™icona della Madonna Litta attribuita a Leonardo da Vinci (1480) e poi all’affresco della Basilica di Santa Caterina a Galatina, la posizione del seno di Maria appare eguale.

Un tempo era comune che la vestaglia delle madri o delle balie avesse una facile apertura allโ€™altezza del seno per favorire lโ€™allattamento. 

Nella simbologia cristiana, poi, il latte non รจ inteso soltanto come alimento fisico, ma anche come alimento spirituale: dai Padri della Chiesa le parole di Dio sono paragonate al latte in ragione dellโ€™energia che comunicano con la crescita spirituale. Rivolto verso il fedele, in questa rappresentazione Gesรน lo invita ad abbeverarsi. 

Tornando dunque a quanto detto sopra, non solo la Vergine di Galatone รจ offesa da un lancio di pietra da un mascalzone di cui si rammentano per azione nome e cognome, ma ai miei occhi, Maria appariva privata della propria femminilitร , del suo essere donna e nutrice. Cosรฌ il Cristo che, con la cancellazione del seno materno, รจ espropriato con forza dalla sua natura umana che per diritto di nascita coesiste con quella divina.

Dovevo saperne di piรน! 

Per far maggior chiarezza su questa vicenda, decido di chiedere ad un esperto. Durante il mio ultimo viaggio in Salento, con degli amici inglesi organizzammo un tour con una guida locale per scoprire la bella Soleto e quel magnifico scrigno che รจ la Chiesa di Santo Stefano.

Chiesa di Santo Stefano, Soleto

Conoscevo giร  la preparazione e la passione della guida, Angela Beccarisi, e sicuro di poterle fare qualsiasi domanda, anche quella piรน ingenua, le chiesi della Madonna del latte. 

Angela introdusse il discorso con una premessa. Lโ€™iconografia della Virgo Lactans ha radice arcaica, deriva dallโ€™antico Egitto e riprende la figura della dea Iside che allatta Horus. Intorno al Trecento, nell’Europa occidentale con il culto si diffuse inoltre l’uso di custodire nelle chiese ampolle contenenti il latte della Madonna (il Sacro Latte), cui si attribuivano gli effetti miracolosi di generare il latte nelle neomamme che non lo avevano.

Questa iconografia – continuรฒ Angela – รจ presente in tutta Italia, e certamente nel Salento. Si trova per esempio nella terza navata della Basilica di Santa Caterina di Galatina, a fianco dell’altare di San Francesco e nella Chiesa bizantina di San Pietro a Otranto dove la Vergine appare con ben due seni scoperti. 

Chiedo ad Angela conferma del mio pensiero. Da reminiscenze scolastiche, ricordavo che questa iconografia a un certo punto fu ritenuta oscena dalla Chiesa e che a molte immagini sacre, come anche nella Cappella Sistina, furono nascoste le parti intime. Nel nostro caso, il seno della Madonna del latte fu ridipinto e coperto. 

La guida allora mi diede un informazione essenziale alla mia ricerca: nel chiostro della basilica di Santa Caterina, a Galatina, si trovava il bassorilievo della Madonna del Cardellino a cui รจ stato tagliato il seno. 

Perchรฉ questo?

Siamo nel periodo della Controriforma e Il 3 dicembre 1563 Il Concilio di Trento con il decreto “De invocatione, veneratione, et reliquiis sanctorum et sacris imaginibus” si definรฌ la posizione della Chiesa riguardo alle iconografie devozionali. Si legge che, per evitare di fuorviare il fedele e distogliere gli uomini dalla preghiera, bisognava evitare immagini di natura sensuale o percepite come tali dalla morale dell’epoca. 

Il compito di valutare le varie rappresentazioni e di decidere se queste dovessero essere ritoccate, oppure rimosse fu demandato ai vescovi. Un esempio drastico della risoluzione del problema puรฒ essere rappresentato appunto dalla Madonna con il cardellino presente nel chiostro della Basilica di Galatina, dove il seno destro di Maria appare rimosso con colpi di scalpello.

Tornato a Londra, ricevo il libro di Francesco Danieli che stavo attendendo, La Madonna della Grazia in Galatone. Storia, arte e pietร  popolare. Ed ecco la conferma. La Madonna dallโ€™occhio nero di Galatone รจ parte dellโ€™iconografia della Madonna del Latte.

Unโ€™altra curiositร : Il cardellino

Lโ€™iconografia classica, cristiana e pagana, ha contribuito a rendere familiare la figura del Cardellino: secondo uno dei miti raccontati da Ovidio nelle Metamorfosi, il Cardellino sarebbe infatti una delle Pieridi, Acalante, trasformata in uccello da Atena perchรฉ aveva osato sfidare le Muse nel canto. Lโ€™uccello, solitamente un Cardellino, nella antica cultura pagana rappresentava inoltre lโ€™anima dellโ€™uomo che al momento della morte vola via; tale significato viene mantenuto anche in ambito cristiano. Confrontando il bassorilievo della Madonna con il Cardellino presente nel chiostro della Basilica di Galatina con il dipinto della Madonna del Latte attribuito a Leonardo da Vinci รจ facile notare la presenza e reciprocitร  dei due simboli.

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Articolo pubblicato sulla rivista Il Filo di Aracne, anno XVI – n.2, aprile/giugno 2021, p.42

Madonna Litta, 1480
Attribuita a Leonardo da Vinci
(particolare)
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9 risposte »

  1. Ciao, anche a Matera, nella chiesa rupestre di Santa Lucia alle Malve รจ presente un affresco dipinto dal โ€œMaestro della Brunaโ€ intorno al 1270 che rappresenta una Madonna che allatta.
    non essendo comune come rappresentazione sacra in quegli anni, Per non sfiorare la blasfemia il seno della Madonna viene rappresentato in posizione decentrata rispetto alla anatomia reale, e quasi distaccato dal corpo (un po come un biberon per capirci).
    Il tema della Madonna che allatta si diffuse molto successivamente, a partire dal Rinascimento.

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  2. Ho letto! Penso che chiunque abbia fatto e/o farร  una cosa del genere non porti rispetto non solo per la donna in generale ma anche per la figura della madre di Gesรน (per chi รจ credente). E questo รจ un doppio crimine secondo me. Ma perchรฉ le figure della donna fanno (hanno fatto) tanta paura agli uomini ? Una madre ce l’avranno anche loro, pure loro avranno bevuto il latte materno, no ? Inconcepibile. Complimenti per l’articolo.

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  3. Se vi capita di andare a Galatina visitate la basilica di Santa Caterina, resterete senza parola per la magnificenza degli affreschi e lo splendido chiostro.

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  4. Mi sembra che del dipinto originale della madonna che allatta, sia rimasto ben poco, vedo ampie travve di cadute di colore e di integrazioni a rigatino. Sarรฒ un po’ terra credo che si tratti di danni causati dal tempo. terra. Ovviamente valuto dalla foto. Farรฒ una visita diretta alla prossima occasione.

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  5. Un inciso sul cardellino e sullโ€™iconografia che rappresenta lโ€™anima del defunto in volo verso il cielo. Anche questo รจ un elemento molto comune nellโ€™Antico Egitto. Secondo il senso religioso di quella civiltร , lโ€™anima dellโ€™uomo era divisa in piรน parti. Due di queste, piรน che le altre, lโ€™Akh e il Ba, erano rappresentate da uccelli.
    Lโ€™Akh รจ legato allโ€™energia universale: alla morte di una persona vola via luminoso come una stella in forma di ibis verso lโ€™elemento creatore (ibis uccello sacro al dio Thot, divinitร  della conoscenza e della sapienza).
    Il Ba, altra manifestazione dellโ€™anima, รจ commistione tra la parte divina e la personalitร  caratteristica di ogni persona: sempre in forma dโ€™uccello, come un trampoliere o proprio una gru per simboleggiare lโ€™elemento strettamente divino. Ma il Ba ha pure unโ€™altra rappresentazione: in volo dopo essersi separato dal defunto e il suo legame con lโ€™appena passata vita terrena รจ evidenziato dal fatto che questo uccello ha testa umana. In questโ€™ultima forma va a trovare spesso quello che fu il suo corpo, mummificato dopo la morte. Un modo per rimarcare il legame tra i resti umani necessari nella loro conservazione per il proseguimento dellโ€™esistenza ultraterrena, divina oltre che alla rinascita

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