Storie al focolare

La Storia di Mezzo Culo

La nonna racconta โ€œLa stรฒrie de Mรฌinze Culeโ€ โ€“ interprete Dante Marmone

Cโ€™era una volta una famiglia composta da padre, madre e numerosi figli. Un giorno dโ€™inverno, quando il freddo si faceva sentire piรน del solito, ad una delle figlie sorse il desiderio di frittelle e panzerotti. Nonostante fossero tutti dโ€™accordo, non possedevano la padella per friggerle, perciรฒ unโ€™altra delle figlie propose di chiederla in prestito a qualche vicina.

ยซSรฌ – assentรฌ la madre – รจ vero, vaโ€™ pure da Mezzo Culo e fattela prestare; perรฒ staโ€™ attenta a non chiamarla col soprannome, chiamala Angiolinaยป. 
E la figlia cosรฌ fece. Si recรฒ da Angiolina e le chiese, lโ€™uso della padella perchรฉ, disse, dovevano friggere frittelle e panzerotti.
ยซCon questo freddo – disse Mezzo Culo – sono proprio indicate. – ed aggiunse – io ti dรฒ la padella, perรฒ mi devi promettere di portarmi qualche frittella e panzerotto, altrimenti non te la prestoยป. 
ยซVa bene – promise la ragazza – non preoccupartiยป.

Ritornata, a casa tutta contenta, consegnรฒ la padella alla madre, che la mandรฒ a comprare la pasta cruda. Prepararono le frittelle e i panzerotti, le frissero e cominciarono a mangiarle. Una frittella e un panzerotto, tira lโ€™altro, in breve il piatto rimase vuoto. 
ยซE ora – disse la mamma preoccupata – come faremo con Mezzo Culo?ยป.

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Scatto di ยฉ๏ธRaffaele Montepaone โ€“ Istantanee di Calabria

Nessuno aveva il coraggio di andare a restituire la padella senza la contropartita promessa di frittelle e panzerotti. Poichรฉ dellโ€™impasto non era rimasto niente, pensarono bene di rimediare, con un poโ€™ di mangime per le galline, lo lavorarono e con quella specie di pasta ottenuta la riempirono con avanzi di carne fritta, ricotta e zucchero; ma era poca cosa. Perciรฒ catturarono alcuni topi e scarafaggi e li mescolarono con gli altri ingredienti, ricavandone alcuni panzerotti e qualche frittella. Dopo di che la ragazza portรฒ frittelle, panzerotti e padella a Mezzo Culo che, alla vista di quel saporito dono della frittura, esclamรฒ tutta contenta: ยซGrazie, grazie e porta tanti saluti a mammaยป. Non appena la ragazza se ne andรฒ, Mezzo Culo cominciรฒ a mangiare. Il primo boccone conteneva ricotta e carne e le cose andarono bene. Ma al secondo boccone sputรฒ dal disgusto, imprecando: ยซChe cosa hanno messo qua dentro?ยป. Uno sguardo bastรฒ, per accorgersi che vi erano pezzi di topi e di scarafaggi.

ยซAh, credete di avermi preso in giro? โ€“ fulminรฒ – ma ora vi farรฒ vedere io, mi vendicherรฒ. State pur certi che vi ucciderรฒ tuttiยป. Unโ€™inquilina, sentendola gridare e minacciare, ebbe cura di avvertire la madre della ragazza del pericolo imminente. La donna si preoccupรฒ della vendetta e adottรฒ misure di difesa: strofinando, con del sapone, i gradini delle scale che portavano alla loro casa. Fu spinto il cassettone ed il letto dietro la porta di casa, per renderla piรน resistente in caso dโ€™attacco. Poi si nascosero tutti: chi in un vaso, chi nellโ€™armadio, chi nel gabinetto, chi nel camino, chi nella credenza, chi nel lettino posto accanto a quello della mamma. Mezzo Culo, con un lenzuolo in testa, un bastone di ferro in una mano e un campanello nellโ€™altra, uscรฌ di casa e digrignando i denti (pochi, in veritร ) e lanciando fulmini giunse allโ€™ingresso dellโ€™abitazione degli ingrati. Con un colpo dโ€™anca spalancรฒ il portoncino e imboccรฒ le scale. Ma appena pose il piede sul primo gradino, scivolรฒ e si fratturรฒ una gamba.

ยซAh! – gridรฒ per il dolore e per la rabbia – mi verrete tra le mani!ยป. Superรฒ il secondo gradino, ma scivolando ancora, si ruppe lโ€™altra gamba. La madre e i figli erano quasi morti di paura. Mezzo Culo salรฌ il terzo gradino e un altro scivolone le procurรฒ la rottura di un braccio. Salรฌ ancora lโ€™ultimo gradino e si spezzรฒ lโ€™altro braccio. Giunse in cima alle scale al colmo della rabbia. Colpรฌ con un colpo di sedere (scusate di… mezzo culo) la porta di casa e la spalancรฒ. Il letto e il comรฒ, spinti dal violento urto, finirono sulla parete di fronte. Mezzo Culo scompigliรฒ il letto, e sorprendendo la mamma e una figlia che si tenevano abbracciate per la paura, le uccise. Girรฒ poi per tutta la casa uccidendo tutti, tranne un ragazzino che si era nascosto nel vaso. Soddisfatta, se ne andรฒ.

Il padre, quando rincasรฒ, dal figlio rimasto salvo, seppe tutto.

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Scatto di ยฉ๏ธRaffaele Montepaone โ€“ Istantanee di Calabria

Lโ€™uomo si armรฒ di tutto punto e andรฒ a casa di Mezzo Culo, che, al vederlo, gli domandรฒ con spavalderia vendicativa: ยซChe vuoi?ยป.

ยซTu hai ucciso la famiglia, mia cara, e io ucciderรฒ teยป, rispose lโ€™uomo risoluto.
ยซNo, noยป, implorรฒ Mezzo Culo, ยซnon sono stata ioยป. 
ยซNon รจ vero – intervenne il figlio – io ti ho vista. Sei stata tu. Papร , uccidila ยป.
Senza che Mezzo Culo avesse la possibilitร  di chiedere aiuto, il padre la uccise e ritornรฒ a casa col figlio. Versรฒ un liquido magico sui suoi cari pronunciando la miracolosa formula: ยซSanta Manna di San Nicola, fammi risuscitare la mamma con i figlioliยป e tutti risuscitarono, e vissero felici.

E come i baresi concludevano sempre i loro racconti:
“Storia mรจ nonn-รจ cchiรน, malโ€™a llore e bbรจnโ€™a nnรน. Sanda Necole e Gesรน, stonne sรจmme che nnรน.”
“Storia mia non รจ piรน, male a loro e bene a noi. San Nicola e Gesรน, stanno sempre con noi.”

Alfredo Giovine

ยฉ๏ธ Tutti i diritti riservati
Testo in italiano concesso dal direttore dallโ€™Accademia della lingua barese โ€œAlfredo Giovineโ€, Dr. Felice Giovine

Bibliografia: Alfredo Giovine, ยซLe stรฒrie de nonรฒnne Iangelรฌneยป, Biblioteca dellโ€™Archivio delle Tradizioni Popolari Baresi, Bari, 1967

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