Aldo Moro, Il Caso Galatina

Il Caso Galatina 6 – conclusione: il sogno della madre di Aldo Moro

💬 Di seguito riporto le opinioni e le testimonianze di persone che ho intervistato durante le mie ricerche riguardo alla vicenda della Tota, una figura rimasta impressa nel ricordo popolare e che ancora suscita interesse.

Per alcuni una semplice donna del popolo, per altri una donna di facili costumi, per tutti la Tota era la vera madre di Aldo Moro.


Leggi la prima parte, o continua qui:

Durante la stesura di questi articoli ho riscontrato una grande sensibilità sull’argomento, e la cosa mi ha fatto molto piacere perché dimostra come i lettori non si siano fermati al mero titolo o alla diceria popolare, e ho apprezzato che chi ha seguito questi articoli e ha colto il tatto che ho usato nel parlare del Caso Galatina.

In questi articoli, dunque, la memoria collettiva è usata come espediente letterario, seppur nel nostro caso controverso, per dare voce a un determinato obiettivo. Partendo da una voce di paese, infatti, sono riuscito a raccontare come quest’uomo straordinario, Aldo Moro, è riuscito a realizzare il sogno della madre Fida Stinchi, insegnante tenace, di edificare una scuola accessibile a tutti e migliorare le condizioni di molti attraverso l’istruzione.

In questo percorso intrapreso si è arrivati, infatti, a trattare della storia del mondo scolastico che va dal Regno d’Italia sino alla nascita della Repubblica Italiana e la stesura della Carta Costituzione, di cui Aldo Moro fu uno dei firmatari. Inoltre, in questi articoli si è raccontato di come Salvatore Moro di Galatina, nonno di Aldo e figlio di umili contadini, fu il primo insegnante della famiglia. Seguì le orme di Salvatore il figlio Renato, padre di Aldo, e insegnante era anche la madre di Aldo, Fida Stinchi.

Fu grazie a loro, e alla sua illuminata umiltà che, quando Aldo Moro fu Ministro dell’Istruzione, diede la possibilità di imparare a leggere e a scrivere a un intero Paese proponendo la trasmissione RAI che passò alla storia come Non è mai troppo tardi.

Conclusa la prima fase della pandemia, mi sono recato a Galatina a visitare i luoghi della Tota, quella povera dolce donna che ha umanamente sofferto per povertà e per la morte delle figliole. La sacrestia abbandonata nella campagna in cui visse è un vero gioiello, costeggiato da una strada di campagna per niente trafficata e immersa nel verde. Essere lì mi fece provare una grande emozione. Sembrò come andare a visitare la Tota per un caffè da tempo promesso. In quei dieci giorni a Galatina, ho incontrato Carlo, con lui ho passeggiato per i vicoli ciottolati della città, ascoltavo storie di tempi andati e raccoglievo informazioni per prossimi articoli.

E proprio a Galatina, ho ricevuto l’attesa comunicazione del Comune di Maglie, l’atto di nascita di Aldo Moro. Ho avuto la conferma che, come storia riporta, Aldo Moro era figlio legittimo di Renato Moro e Fida Stinchi.Aldo Moro – Il Caso Galatina, è stato dunque un interessantissimo episodio di funzione ricostruttiva dei ricordi, dei galatinesi, per creare una memoria autobiografica. In psicologia, questo fenomeno prende il nome di memoria collettiva e fa riferimento a quel patrimonio condiviso di ricordi di un passato più o meno mitico su cui una comunità o un gruppo fondano la propria storia e quindi la propria identità.

 Non è mai troppo tardi. Corso di istruzione popolare per il recupero dell’adulto analfabeta fu un programma televisivo RAI condotto dal maestro e pedagogo Alberto Manzi e organizzato con il sostegno del Ministero della Pubblica Istruzione. La trasmissione ebbe un importante ruolo sociale e educativo, contribuendo all’unificazione culturale della nazione tramite l’insegnamento della lingua italiana e abbassando notevolmente il tasso di analfabetismo, particolarmente elevato nell’Italia degli anni Sessanta. Infatti pare che, grazie a queste lezioni a distanza, quasi un milione e mezzo di persone sia riuscito a conseguire la licenza elementare.

Il programma andò in onda nella fascia preserale, per permettere a chi lavorava di potervi assistere, e aveva il fine di insegnare a leggere e a scrivere agli italiani che non ne erano ancora in grado pur avendo superato l’età scolare. Si trattava di autentiche lezioni, tenute dal professor Manzi, a classi formate da adulti analfabeti, nelle quali venivano utilizzate le tecniche di insegnamento moderne, si servivano di filmati, supporti audio, dimostrazioni pratiche, nonché della mano del maestro Manzi che, con rapidi tratti di carboncino, disegnava schizzi e bozzetti su una lavagna a grandi fogli.Iniziata il 15 novembre 1960, Non è mai troppo tardi si concluse il 10 maggio 1968, anno in cui poté essere sospesa grazie all’aumento della frequenza alla scuola dell’obbligo. Il progetto ebbe inoltre un grande successo internazionale e fu imitato da 72 Paesi.

Alberto Manzi РNon ̬ mai troppo tardi Рepisodio RAI del 24 febbraio 1961
Estratto dalla puntata di Scaramouche del 28 febbraio 2015, Rai 5
La pubblicazione del video non ha scopo di lucro

Continua qui: Fida Stinchi, la madre di Aldo Moro

©️ Tutti i diritti riservati

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10 risposte »

  1. Noi di una certa età, tutti abbiamo guardato il Maestro Manzi. In tanti hanno imparato da lui a leggere e scrivere. Mia sorella, a 4 anni, guardava insieme al nonno la TV. È entrata a scuola un anno prima, la così detta primina. Tra il Maestro Manzi e noi fratelli più grandi, sapeva già leggere e scrivere

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  2. Che grandissimo uomo acculturato da vero parlamentare. Sempre modesto nel parlare e distinto nell’apparire. Per gli attuali parlamentari dovrebbe essere preso in considerazione in e di esempio.. Fu sfortunato, si trovò in un periodo burrascoso della nostra italia. Fu malamente ucciso dalle BR con la complicità degli stessi “amici” di partito che non vollero salvare poiché era divenuto scomodo e stava tentando di formare un governo con la sinistra. L’ Andreotti lo sapeva benissimo ma non fece nulla.

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  3. Mio nonno con questa trasmissione e il mio aiuto di bambina ha imparato ha scrivere il suo nome. A 6 anni invece di andare a scuola l’hanno mandato a lavorare in una fornace che produceva mattoni

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  4. Io avevo 6 anni e nel 1960, appena un mese prima, avevo iniziato la scuola. Seguivo tutte le trasmissioni del grande Maestro Manzi che adoravo. Da lui ho imparato tanto. E ricordo la commozione nel vedere queste persone che si impegnavani con passione per conseguire la licenza elementare. Mi rendevo conto che io ero molto più fortunata. Non sapevo che la trasmissione fosse stata voluta da Aldo Moro. Un motivo in più per ricordare con gratitudine un uomo che fu un vero statista.

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  5. In questo percorso intrapreso si arriva, infatti, a trattare della storia del mondo scolastico che va dal Regno d’Italia, sino alla nascita della Repubblica Italiana e la stesura della Carta Costituzione, di cui Aldo Moro fu uno dei firmatari. (cit dell’autore)

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  6. Mia nonna era analfabeta ma caparbia , parliamo classe 1890 , imparò firmare grazie al Maestro Manzi , non vi dico lo sguardo fiero e felice di mia nonna quando ci faceva vedere a noi nipoti la sua firma. Quest uomo e il suo programma ha contribuito in maniera non indifferente a rendere libera e indipendente una generazione che per ovvi motivi non aveva avuto la possibilità di avere neanche un minimo d istruzione.

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