Il Caso Galatina

Il Caso Galatina 6 – il sogno di Aldo Moro

💬 Di seguito riporto le opinioni e le testimonianze di persone che ho intervistato durante le mie ricerche riguardo alla vicenda della Tota, una figura rimasta impressa nel ricordo popolare e che ancora suscita interesse.

Per alcuni una semplice donna del popolo, per altri una donna di facili costumi, per tutti la Tota era la vera madre di Aldo Moro.

Leggi la prima parte, o continua qui:

Durante la stesura di questi articoli ho riscontrato una grande sensibilità sull’argomento di una possibile adozione di Aldo Moro, e la cosa mi fa molto piacere. Mi fa piacere perché dimostra di come i lettori non si siano fermati al mero titolo o alla diceria popolare, e apprezzo che chi ha seguito questi articoli ha colto il tatto che ho usato nel parlare del Caso Galatina.

Caso che prende il nome da un atto della memoria collettiva, in cui elementi di verità vengono elaborati per dare impulso a creare il Noi di una comunità e un’identità di appartenenza, fino a ricordare qualcosa che in realtà non è mai accaduto (vedi capitolo 2).

In questi articoli, dunque, la memoria collettiva è usata come espediente letterario, seppur nel nostro caso controverso, per dare voce ad un determinato obiettivo. Partendo da una voce di paese, infatti, riesco a  raccontare di come quest’uomo straordinario, Aldo Moro, riuscirà a realizzare il sogno della madre Fida Stinchi, insegnante tenace, di edificare una scuola accessibile a tutti e migliorare le condizioni di molti attraverso l’istruzione.

In questo percorso intrapreso si arriva, infatti, a trattare della storia del mondo scolastico che va dal Regno d’Italia, sino alla nascita della Repubblica Italiana e la stesura della Carta Costituzione, di cui Aldo Moro fu uno dei firmatari. Inoltre, in questi articoli si è raccontato di come Salvatore Moro di Galatina, nonno di Aldo e figlio di umili contadini, fu il primo insegnante della famiglia. Seguì le orme di Salvatore il figlio, Renato, padre di Aldo, e anche la madre Fida Stinchi

È grazie a loro, e alla sua illuminata umiltà, che quando Aldo Moro fu Ministro dell’Istruzione, diede la possibilità di imparare a leggere e scrivere a un intero paese proponendo la trasmissione RAI che passò alla storia come Non è mai troppo tardi.

Non è mai troppo tardi. Corso di istruzione popolare per il recupero dell’adulto analfabeta fu un programma televisivo RAI condotto dal maestro e pedagogo Alberto Manzi e organizzata con il sostegno del Ministero della pubblica istruzione.

La trasmissione ebbe un importante ruolo sociale ed educativo, contribuendo all’unificazione culturale della nazione tramite l’insegnamento della lingua italiana e abbassando notevolmente il tasso di analfabetismo, particolarmente elevato nell’Italia degli anni 60. Infatti pare che, grazie a queste lezioni a distanza, quasi un milione e mezzo di persone sia riuscito a conseguire la licenza elementare. 

Il programma andò in onda nella fascia preserale, per permettere a chi lavorava di potervi assistere, e aveva il fine di insegnare a leggere e a scrivere agli italiani che non ne erano ancora in grado pur avendo superato l’età scolare. Si trattava di autentiche lezioni, tenute dal professor Manzi a classi formate da adulti analfabeti, nelle quali venivano utilizzate le tecniche di insegnamento moderne, si servivano di filmati, supporti audio, dimostrazioni pratiche, nonché della mano del maestro Manzi che, con rapidi tratti di carboncino, disegnava schizzi e bozzetti su una lavagna a grandi fogli.


Iniziata il 15 novembre 1960, Non è mai troppo tardi si concluse il 10 maggio 1968, anno in cui poté essere sospesa grazie all’aumento della frequenza alla scuola dell’obbligo. Il progetto ebbe inoltre un grande successo internazionale e fu imitato da settantadue paesi.

PS: Ho finalmente ricevuto l’atto di nascita di Aldo Moro dal Comune di Maglie. Ho avuto la conferma che, come la storia riporta, Aldo Moro fu figlio di Renato Moro e Fida Stinchi.

Alberto Manzi РNon ̬ mai troppo tardi Рepisodio RAI del 24 febbraio 1961
Estratto dalla puntata di Scaramouche del 28 febbraio 2015, Rai 5
La pubblicazione del video non ha scopo di lucro

Continua qui: Fida Stinchi, la madre di Aldo Moro

©️ Tutti i diritti riservati

Categorie:Il Caso Galatina

3 risposte »

  1. Che grandissimo uomo acculturato da vero parlamentare. Sempre modesto nel parlare e distinto nell’apparire. Per gli attuali parlamentari dovrebbe essere preso in considerazione in e di esempio.. Fu sfortunato, si trovò in un periodo burrascoso della nostra italia. Fu malamente ucciso dalle BR con la complicità degli stessi “amici” di partito che non vollero salvare poiché era divenuto scomodo e stava tentando di formare un governo con la sinistra. L’ Andreotti lo sapeva benissimo ma non fece nulla.

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