Aldo Moro, Il Caso Galatina

Il Caso Galatina 5 – l’atto di nascita di Aldo Moro

💬 Di seguito riporto le opinioni e le testimonianze di persone che ho intervistato durante le mie ricerche riguardo alla vicenda della Tota, una figura rimasta impressa nel ricordo popolare e che ancora suscita interesse.

Per alcuni una semplice donna del popolo, per altri una donna di facili costumi, per tutti la Tota era la vera madre di Aldo Moro.

Leggi la prima parte, o continua qui:

Nel libro che Agnese Moro dedica al padre ricorda con fare quasi stupito che Aldo Moro non parlava mai della propria infanzia:

“Credo di non avergli mai sentito dire una parola su sua madre e su suo fratello, morti quando lui era ancora molto giovane. Forse una volta avrà detto la parola mamma, ma niente di più. Della sua infanzia non ha mai raccontato nulla, salvo alcune cose che si cucinavano a casa sua come le frittelle o le cime di rapa. Non mi sembra di aver mai sentito raccontare di un suo compagno di giochi, un episodio di scuola, qualcosa fatta da un fratello quando erano piccoli, una frase detta da suo padre o da sua madre.

Sembrava venuto un po’ dal nulla, come se, da un certo momento, avesse chiuso con il suo passato.Era attaccato ai suoi fratelli e a sua sorella. La Vigilia di Natale la si passava sempre insieme, a casa dello zio Carlo”.

Libro degli atti di nascita di Galatina, 1916

E ancora: “Mamma (Eleonora Chiavarelli – ndr.) mi ha raccontato che è stato il suo fratello più grande, Alberto (morto giovane di tubercolosi contratta per l’indebolimento da mancanza di cibo di cui si privava per lasciarlo ai fratelli in tempo di guerra), a occuparsi della sua educazione religiosa. Lo fece cresimare ancora adolescente, contrariamente a quanto previsto dalle abitudini pugliesi di allora, secondo le quali ci si cresimava subito prima del matrimonio.

Andava a messa tutte le mattine, come anche mia madre. Credo che lo facesse non per convenienza, ma per un bisogno interiore di inginocchiarsi e di chiedere aiuto; di rimettersi a qualcosa di più altro e di più grande”.

Ho deciso di contattare l’Ufficio di Stato Civile del Comune di Maglie per chiedere, per scopi storici e ai sensi delle normative a riferimento, la riproduzione digitale dell’atto di nascita di Aldo Moro, nato a Maglie il 23 settembre 1916, allorché, ho sottolineato, nulla ostasse il diritto di accesso allo specifico documento. In caso di favorevole accoglimento della presente, ho chiesto inoltre che la suddetta riproduzione digitale mi venisse inoltrata via e-mail, precisando che la stessa non sarebbe stata oggetto di pubblicazione.

Ho ricevuto la notifica di avvenuta registrazione al numero di protocollo. Mi sono messo in attesa.

Nel frattempo, ho continuato le ricerche su colei che la storia ufficiale diceva fosse la madre di Aldo Moro, Fida Stinchi. Interessandomi a lei, ho scoperto una Calabria a me sconosciuta fatta di donne forti, determinate e avanti con i tempi che hanno contribuito alla costruzione dell’Italia che conosciamo oggi. Fida, in poco tempo è diventata la mia eroina, parlarne mi emoziona. Il divario culturale tra la cosentina e la Tota è enorme. È forse vero allora che Salvatora Moro, la Tota, affidò al cugino Renato e a Fida quel bambino per permettergli una vita migliore?

Foto: Lewis W. HINE, “Young Russian Jewess Arriving at Ellis Island”, 1905

Qualche giorno dopo nella mia casella di posta ho ricevuto l’attesissima e-mail: “Invio estratto di nascita di Moro Aldo”.

“Finalmente eccolo”, mi son detto. Ho letto con attenzione. Sono rimasto basito per un momento. Si leggeva che Moro Aldo Romeo Luigi, di sesso maschile, era nato alle ore 9:00 a Maglie (LE) il 23 settembre 1916. Nessuna menzione dei genitori, ma erano state aggiunte due annotazioni. La prima faceva riferimento al matrimonio contratto con Chiaravelli Eleonora il 5 aprile 1945 a Montemarciano (Ancona) e la seconda annotazione riferiva il giorno della morte, Roma 09 maggio 1978.

Strano. I nomi dei genitori di Aldo Moro risultavano omessi. Né Renato Moro né Fida Stinchi erano menzionati. Eppure, la mia richiesta era espressamente una copia dell’atto di nascita e quella ricevuta era un estratto per riassunto di nascita. Una svista dell’addetto comunale? O che l’omissione servisse a non dichiarare il falso e a nascondere una notizia? Quello, d’altronde, era un certificato.

Ho deciso allora di dare seguito alla vicenda: “Sarebbe possibile avere il nome dei genitori e/o la fotografia digitale del documento di nascita?”

Ho ricevuto la notifica di avvenuta registrazione e il numero di protocollo. Sono rimasto in attesa.

Continua: Il Caso Galatina 6 – capitolo finale

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BIBLIOGRAFIA:
Un Uomo Così, ricordando mio padre, Agnese Moro, BUR saggi Rizzoli 2018, p.29 e 74.

1 risposta »

  1. Da ragazzo andavo a messa nella Chiesa detta Santuario dell’Alberici dove si è sposato Moro, quindi pur molto più giovane di lui mi piace che di questa umile chiesa di Campagna se ne parli. Peraltro a 3 km dove è nata la Montessori (Chiaravalle). Insomma luoghi forti anche se non turistici.

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